Il libro di Shavei Israel sulla ricerca delle radici ebraiche, batte ogni record

Di Brian Blum

כריכהQuando Shavei Israel ha annunciato la settimana scorsa la pubblicazione del suo nuovo libro in spagnolo, “Hai radici ebraiche?”, ci aspettavamo qualche centinaio di richieste per il download gratuito della versione eBook. Invece, nell’arco di 48 ore, così tante persone hanno cliccato per avere la loro copia, che il sito speciale che avevamo creato, è andato in tilt.

Il numero totale di richieste è arrivato a 5.000, la capacità massima del sito, spiega Estee Dahan del J. Media Group, che sta supervisionando il sistema di download per Shavei Israel. Inutile aggiungere, “eravamo molto sorpresi da questi incredibili risultati”, dice la Dahan. J. Media Group aveva già guidato simili campagne, ma non aveva mai toccato il limite con nessun altro cliente. Per fortuna il problema è stato individuato rapidamente, e il sito era di nuovo in piedi funzionante un paio di ore dopo. Le richieste continuano ad arrivare e presto supereranno le 10.000 presenze.

La nostra collega di Shavei Israel, Tzivia Kusminsky, a capo dei dipartimento per i Bnei Anousim e redattore del nostro libro, diche che è “scioccata dal numero di persone che sono in cerca di informazioni riguardo alle loro origini, ogni giorno su internet. E’ incredibile! Sapevo che ci fossero tante persone interessate, ma mai così tante.” Continue reading

Advertisements

Una confessione polacca sul letto di morte e una ricetta di challah perduta

Rav Avi Baumol

Agnieszka mentre si reca in aeroporto

Agnieszka mentre si reca in aeroporto

Rav Avi Baumol è l’emissario di Shavei Israel a Cracovia, in Polonia. Ha raccolto la testimonianza di questa giovane ragazza polacca, che ha appena scoperto le sue radici ebraiche.

Ogni settimana a Cracovia sono testimone di una nuova parte del miracolo, il miracolo della rinascita della vita ebraica in Polonia. Si manifesta in storie differenti, a volte attraverso lacune giovani donne che avendo scoperto negli ultimi dieci anni delle loro radici ebraiche, ritornano lentamente all’ebraismo osservante. Altri fanno i loro primi passi nel mondo ebraico, avendo appreso solo recentemente dei loro antenati. A volte i giovani entrano al Jewish Community Center di Cracovia e chiedono di potere parlare con il rabbino; altre volte sono molto più timidi, e solo per caso ci incontriamo. La settimana scorsa ho avuto uno di questi incontri.

Agnieszka Z era seduta sul sedile posteriore mentre andavamo all’aeroporto di Cracovia. Mi era stato offerto un passaggio da uno dei miei studenti del JCC. La sua coinquilina si è presentata, ricordandomi di un nostro incontro un anno prima ad una festa di Hanukkah presso il JCC. Da allora non era più tornata, sentendosi in imbarazzo ad indentificarsi come ebrea. Ora, per caso, ambedue ci stavamo recando in Israele per una settimana. Continue reading

Timbuctu – Mali

Timbuktu-mapVi sono circa 1000 persone dalle probabili radici ebraiche a Timbuctu, in Mali. Vi sono arrivati nel XIV secolo, fuggendo dalle persecuzioni in Spagna e si sono stabiliti nella parte meridionale, nella zona di Timbuctu, a quel tempo lembo dell’Impero Songhai. Tra di loro vi era la famiglia Kehath (Ka’ti), discendenti di Ismael Jan Kot Al-yahudi di Scheida, in Marocco. I figli di quest’importante famiglia fondarono tre villaggi che tuttora esistono vicino a Timbuctu – Kirshamba, Haybomo e Kongougara.

Nel 1492, Askia Muhammed conquistò il potere nella fino ad allora tollerante regione di Timbuctu, decretando che gli Ebrei si dovevano convertire all’Islam o lasciare il paese; l’Ebraismo divenne fuorilegge in Mali, così come in Spagna nello stesso anno.

La famiglia Kehath arrivò dal Marocco meridionale nel 1492 e si convertì assieme al resto della popolazione non musulmana. Altri prominenti Ebrei del Mali includevano i Cohen, discendenti del mercante ebreo islamizzato del Marocco, El-Hadj Abd-al-Salam al Kuhin, che arrivò nell’area di Timbuctu nel XVIII secolo, e la famiglia Abana, che arrivò anche più tardi, a metà del XIX secolo.

Secondo il prof. Michel Abitbol, del Centro di Ricerca sugli Ebrei del Marocco in Israele, nel tardo Ottocento, Rav Mordoche Aby Serour aveva compiuto diversi viaggi a Timbuctu, come mercante di poco successo di piume di struzzo e avorio. Nonostante questo aveva portato con sé abbastanza uomini ebrei per formare un minyan, che richiede un quorum di dieci persone. Continue reading