L’aliyah dei Kaifeng: la storia di Li Chengjin

Li Chengjin vede l’aliyah come un’opportunità sotto diversi punti di vista. E’ un’opportunità per approfondire la sua fede, per rafforzare la sua capacità nel rispetto delle mitzvot, e anche un’opportunità per cambiare la sua carriera. “Lavoro come infermiera, ma non mi piace molto. Vorrei fare qualcosa di diverso”, ci dice.

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Quando la 28enne Li arriverà in Israele dalla Cina tra qualche mese, tutto sarà diverso, questo è sicuro – dal cibo alla lingua alla routine quotidiana, che inizialmente si svolgerà attorno ai suoi studi di ebraico all’ulpan e alle lezioni di Torah che la prepareranno al ritorno formale all’ebraismo.

Li è pronta. “Ho studiato per molti anni, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”, ci dice. Attraverso lo studio, il lavoro, la fede tutto andrà meglio, sostiene, anche per gli ebrei di Kaifeng e per quelli di tutto il mondo.

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Un ebreo cinese si arruola nell’IDF

di Brian Blum

E’ nell’esercito adesso: Tony (Hoshea) Liang è l’ultimo degli ebrei cinesi ad arruolarsi nell’IDF (Forze di Difesa Israeliane).

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Sei anni fa Shavei Israel ha aiutato sette giovani uomini cinesi a fare aliyah dall’antica comunità ebraica di Kaifeng. Gidon Fan e Yonatan Xue hanno già completato il loro servizio nell’esercito, mentre Moshe Li ha ancora qualche mese davanti a sé (e la vita militare gli piace così tanto che vuole firmare per un altro periodo).

Tony, il più giovane tra i sette – aveva solo 18 anni quando arrivò in Israele – si è arruolato a metà dicembre, e servirà per sei mesi, di cui i primi tre saranno un ulpan di ebraico intensivo, con una particolare attenzione alla terminologia che serve nell’esercito. Sarà una specie di ritorno agli inizi della vita in Israele, quando Tony e i suoi amici cinesi studiavano all’ulpan del Kibbutz Sde Eliyahu. A questo sono seguiti diversi anni di studi in una yeshiva a Gerusalemme, prima che i sette uomini facessero conversione ufficiale all’ebraismo, sotto gli auspici del Rabbinato Centrale di Israele, due anni fa.

Da allora hanno seguito percorsi professionali differenti. Yonatan ha sfruttato il suo periodo nell’esercito per approfondire le conoscenze che si era portato dalla Cina, diventando un assistente odontoiatra. Tony nel frattempo, aveva iniziato una carriera nell’industria alberghiera, lavorando prima in un hotel della zona e ultimamente guidando gruppi di turisti cinesi nella Terra Santa – un lavoro che spera di potere continuare dopo il servizio militare.

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Gli ebrei hanno vissuto a Kaifeng, una volta tra le capitali della Cina imperiale, per più di mille anni, arrivando inizialmente come mercanti dalla Persia o dall’Iraq, facendo affari lungo la Via della Seta.

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L’aliyah dei Kaifeng: la storia di Gao Yichen

di Brian Blum

L’aliyah dalla Cina continua. Per la nostra serie di storie sulle cinque giovani donne della comunità ebraica di Kaifeng che immigreranno in Israele nei prossimi mesi, vi raccontiamo la storia di Gao Yichen.

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Gao Yichen è la più giovane delle donne di Kaifeng che Shavei Israel sta aiutando con l’aliyah. Ha solo 22 anni, lavora part time mentre completa i suoi studi alla Jiangxi University di Medicina Tradizionale Cinese, e ha anche una laurea triennale in Musicoterapia. “La musica è la mia passione” dice. “E Israele, ovviamente”.

Anche se non ha mai visitato lo Stato Ebraico, Gao insiste nel volere fare aliyah in fretta. “Il prima possibile!”, dice. “Israele è dove hanno vissuto i miei antenati. Mio padre ha sempre voluto riportarmici. Io appartengo a Israele”.

Ha aspettato per molto tempo. “Per sei lunghi anni”, ci dice, riferendosi all’ultima aliyah di sette giovani uomini cinesi, che Shavei Israel ha seguito nel 2009.

Cosa sa Gao della sua futura casa? “La tecnologia e l’agricoltura sono molto sviluppate in Israele”, ci dice. “E le relazioni tra Israele e i paesi vicini sono tese”. Su di un piano più personale ammette che la lingua sarà “sarà difficile da imparare”, ma è pronta per questa sfida. “Venire in Israele sicuramente cambierà la direzione della mia vita, ma non vedo l’ora!”

Gao è un membro assiduo della comunità ebraica di Kaifeng. Non ci stupisce visto che suo padre è il chazan (cantore) quando la comunità si raccoglie per le preghiere. La sua famiglia rispetta Shabbat, mangia solo “cibo puro” (casher secondo le possibilità della Cina maiale-centrica) e celebra le feste ebraiche “secondo tutti i precetti” – cita Rosh HaShanà, Sukkot, Yom Kippur, Hanukkah e Pesach in particolare. I suoi amici non ebrei sono assolutamente rispettosi delle sue scelte.

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L’aliyah dei Kaifeng: la storia di Li Jing

di Brian Blum

L’aliyah dalla Cina continua. Nei prossimi mesi, cinque ragazze ebree della Comunità Ebraica di Kaifeng immigreranno in Israele. Ognuna ha la sua storia affascinante da raccontare. Oggi vi presentiamo Li Jing.

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A 27 anni, Li Jing è la più anziana delle cinque donne. Li è cresciuta a Kaifeng, ma ha studiato Marketing inglese all’Università di Xi’an, cittadina a sei ore di treno da casa e patria dei famosi Guerrieri di Terracotta.

Dopo gli studi Li ha lavorato come customer service manager a Kaifeng fino a due mesi fa, quando ha lasciato il lavoro per prepararsi meglio all’aliyah. “Mi piaceva molto il mio lavoro”, ci dice. Nondimeno è già pronta per nuove opportunità di business in Israele. In questi giorni sta studiando ebraico e inglese online con un tutor speciale di Shavei Israel.

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Diversamente da altre comunità con le quali lavora Shavei Israel, gli ebrei Kaifeng non hanno mai dimenticato o nascosto la loro identità. “Li Jing stessa ci dice che sapeva sin da bambina di essere ebrea. “Mio padre ci disse che i nostri antenati erano venuti da Israele. Tuttavia so che devo ancora imparare molte cose. Quando l’ho saputo ero piena di gioia. Ma poi mi sono confusa. Cosa significa davvero essere ebrei?”

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Shavei Israel ha celebrato Chanukkà in tutto il mondo!

Tutte le comunità che Shavei Israel segue, sparse per il globo, hanno acceso quest’anno le candele di Chanukkà (alcuni privatamente, altri nelle strade delle loro città), cantato le canzoni tradizionali, mangiato i sufganiot (krapfen della Festa), e in generale illuminato il buio cielo di dicembre con tanta gioia!

Ecco qui le foto delle nostre splendide comunità in momenti di grande gioia!

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Articolo di giornale in cui si parla delle celebrazioni di Chanukkà dei Bnei Menashe

Cracovia, Polonia

Rav Avi Baumol ha acceso le candele con i bimbi dell’asilo.

Manipur, India

I Bnei Menashe di Manipur sanno sempre come celebrare con sfarzo di candele. E quest’anno non è stato diverso! Centinaia di persone hanno partecipato a Churachandpur e Mizoram.

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Shavei Israel pubblica la prima guida alle feste in cinese

Di Brian Blum

Elul-Yom-Kippur-Chinese-cover-209x300Shavei Israel ha allargato la sua popolare serie di opuscoli sulla tradizione e legge ebraica – Na’aseh Venishma, al cinese. Il nostro primo in assoluto fascicolo per la comunità ebraica di Kaifeng, in Cina, è ora in stampa – ed è arrivato proprio in tempo per le Sante Feste.

L’ulitmo opuscolo Na’aseh Venishma, iniziato con la pubblicazione in Kuki e Mizo le lingue parlate dai Bnei Menashe in India, copre il periodo che va dal mese ebraico di Elul fino alle feste di Yom Kippur. Elul inizia con il suono dello shofar e la recitazione delle Selichot (penitenze) poesie e preghiere, a mano a mano che ci si avvicina a Rosh Hashanah e Yom Kippur. Tutto questo si trova nel nuovo opuscolo.

Il fascicolo di 66 pagine, che si può trovare anche in formato ebook, è pieno di storie, accenni storici, poemi liturgici, tradizioni festive e usanze. Inoltre è intessuto di svariate foto delle festività. (Sapete dire “Intingi la mela nel miele” in mandarino?)

Il libello è stato tradotto in cinese da Yaakov Wang, un ebreo di Kaifeng a cui Shavei Israel ha aiutato a fare aliyah nel 2009 e che ha detto di volere essere il primo “Rabbino Cinese” in 200 anni, e da Eran Barzilay, il coordinatore di Shavei Israel per la comunità ebraica di Kaifeng. Continue reading

Aaron Wood: da Beijing a Safed, e ora a Kaifeng

Di Brian Blum

Aaron-Wood-at-blackboard-198x300Cosa pensano i cinesi della piccola comunità ebraica cinese di Kaifeng? Non molto, ci dice Aaron Wood, nato a Beijing (Pechino), cresciuto senza sapere niente dell’ebraismo, che oggi vive come ebreo osservante nella Città Vecchia di Safed, in Israele, con la moglie e i figli.

Wood adesso sa molto di più sugli ebrei di Kaifeng: ha appena passato tre settimane con questa comunità come rappresentate di Shavei Israel, insegnando ebraico ed ebraismo. Wood si sta adesso preparando per un secondo viaggio nei prossimi mesi.

“I media cinesi riportano che ci siano degli ebrei in Cina, ma il messaggio è che siano completamente assimilati”, Wood spiega.

Ma non è questo il caso, ha imparato Wood arrivando a Kaifeng. “Sì, hanno l’aspetto da cinesi, non si vede la differenza. Ma non appena parli con loro, capisci subito che non sono dei cinesi tradizionali”.

Wood ci dice che i cinesi moderni sono “molto pragmatici, interessati solo all’oggi”. Qualcuno che parli di Dio e della tradizione “sarebbe percepito come pazzo, stupido, retrogrado. Un cinese non perderebbe neanche tempo a chiederti delle prove di tutto ciò. Semplicemente rigettano l’idea dell’esistenza di Dio. Ma gli ebrei di Kaifeng sono diversi. Loro veramente vogliono connettersi. Ti dicono – noi non siamo come gli altri cinesi. Noi abbiamo i nostri antenati. Noi veniamo da Israele”. Continue reading

Quest’anno a Kaifeng

Di Tzuri (Heng) Shi

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Gli ebrei di Kaifeng si preparano per Pesach studiando l’Haggadah

Il mio nome è Heng Shi, sono un ebreo cinese, nato e cresciuto nella città di Kaifeng, sulle rive del Fiume Giallo, assieme a centinaia di abitanti di Kaifeng che discendono dagli ebrei della città.

Adesso vivo a Gerusalemme, usando il mio nome ebraico Tzuri.

Gli ebrei hanno vissuto a Kaifeng per più di mille anni. I nostri antenati erano ebrei sefarditi che viaggiando lungo la Via della Seta, si stabilirono in Cina, con la benedizione dell’imperatore della dinastia Song. Costruirono una sinagoga, che funzionò per 700 anni, grazie a rabbini che preservarono le tradizioni dei nostri antenati.

Alla fine del XIX secolo, a causa dell’assimilazione e dei matrimoni misti, l’esistenza della comunità giunse alla fine.

L’anno scorso, Pesach è ritornata a Kaifeng. Per la prima volta, dal XIX secolo, abbiamo avuto il nostro primo reale, significativo Seder, organizzato da Shavei Israel da Gerusalemme. Era la prima volta in 200 anni che un ebreo cinese, vi teneva un seder tradizionale.

Anche se abbiamo provato negli anni precedenti ad avere un Seder, l’anno scorso per la prima volta abbiamo avuto un pasto rituale, comprendendo appieno il suo significato.

Decine di discendenti della comunità ebraica cinese si sono riunite attorno alla tavola, e siamo rimasti svegli fino a tarda notte parlando della storia di Pesach, del Seder, e di cosa significhi per noi ebrei cinesi.

Diversi anni fa, Michael Freund, presidente di Shavei Israel, a portato me e altri sei ebrei di Kaifeng nello Stato Ebraico, dove abbiamo imparato l’ebraico e l’ebraismo. Due anni fa, ho completato la mia conversione presso il Rabbinato Centrale d’Israele, assieme agli altri sei uomini.

Abbiamo deciso di fare aliyah.

L’anno scorso sono ritornato in Cina, per tenere il seder. Sentivo di dovere portare alla mia famiglia e ai miei amici quello che avevo imparato.

La notte di Pesach, più di 50 discendenti degli ebrei di Kaifeng si sono riuniti presso il Centro Ebraico di Shavei Israel a Kaifeng. Abbiamo distribuito Haggadot in ebraico e inglese ai partecipanti, assieme a una traduzione cinese.

Abbiamo cantato le canzoni tradizionali (con accento cinese, ovviamente!), bevuto le quattro coppe di vino, e accolto il profeta Elia.

Il chazan della nostra comunità, Gao Chao, che ha una voce meravigliosa, ha imparato molti dei canti della tradizione occidentale. Allora, un uomo anziano, ha raccontato del suo ricordo da bambino, prima della rivoluzione culturale, su come i suoi genitori macellassero un animale mettendo il sangue sugli stipiti, per Pesach, ma non ne conosceva la ragione. Quando gli ho mostrato il versetto, nel libro dell’Esodo, dove si dice che gli ebrei fecero la stessa cosa migliaia di anni fa, prima dell’uccisione dei primogeniti egiziani, ne fu scioccato.

Nella cultura cinese, rispettare i propri antenati è una cosa molto importante. Studiando l’Haggadah e le esperienze dei nostri trisavoli, ci siamo sentiti molto connessi alla storia ebraica.

La parte più emozionante è stata alla fine, quando abbiamo cantato “L’anno prossimo a Gerusalemme”. Molti degli anziani hanno cominciato a piangere, poiché è un loro sogno di andare nella Città Santa e vivere lì. Purtroppo, a causa di questioni burocratiche, sono impossibilitati a farlo.

Nella mia vita “L’anno prossimo a Gerusalemme”, è diventato reale. Anche se mi sarebbe piaciuto passare Pesach in Israele, ora è il mio turno di dedicarmi alla comunità.

Sento che la comunità ebraica di Kaifeng ha tuttora bisogno di me. Quest’anno terrò di nuovo il Seder a Kaifeng. E sembra proprio che ci sarà più folla dell’anno scorso.

Tzuri (Heng) Shi, 29 anni, vive a Gerusalemme.

Quest’articolo è anche apparso in The Jewish Week.