I veri miracoli di Chanukkah

Di Rav Avi Baumol

 

Che cos’è un miracolo di Hanukkah?

La maggior parte di noi dirà che ha a che fare con l’olio, e che non si è consumato in otto giorni. Questi ci veniva insegnato quando eravamo bambini e così lo comprendiamo da adulti, e quindi percepiamo Hanukkah come un “festival delle luci”. Tutta la giornata gira attorno alla Menorah e l’accensione delle candele è qualche cosa di festivo. Ma suona un po’ superficiale, vero? Una festa solo per accendere candele e mangiare frittelle varie? Ci deve essere qualcosa di più, qualcosa che i nostri Saggi hanno voluto farci capire.

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Leggete attentamente la preghiera “Al ha-Nissim” (Per i miracoli), che si aggiunge all’Amidah e alla Birkat haMazon (benedizione dopo il pasto), durante i giorni di Hanukkah. Non vi si parla di nessun olio. Si parla invece di una lotta politica…Però bisogna ammettere che il Talmud si concentra sul miracolo legato all’olio. Nel Trattato Bavli Shabbat 21b si parla del miracolo di una brocca d’olio, bastato miracolosamente ad avere luce per otto giorni. Per questo i Rabbini hanno stabilito questo giorno come giorno festivo.

Perché allora questa festa ha una costruzione duplice? Perché non si può parlare solo di una cosa? Di che argomento si parla? Di olio, del Tempio, di una nuova benedizione e purificazione? O si parla di vittoria, lotta, miracolo militare, ritorno al potere? Ognuno di questi argomenti ha la sua fonte e si focalizza su qualcos’altro. Allora questa vera Hanukkah potrebbe farsi vedere e parlarci?

Le luci sono belle, splendono per darci gioia, ci raccontano una storia piacevole. Le luci sono buone. La guerra è percepita come qualcosa di cattivo. La guerra è buia, il campo di battaglia è tetro, le lotte si svolgono nella notte. Sembra che queste due dimensioni della festa si scontrino ancora oggi.

La verità è che non si tratta di un caso: al contrario. Ci sono queste due dimensioni poiché vanno in coppia tra loro. Il miracolo di Hanukkah non riguarda qualche “fanatico religioso” interessato all’olio puro nel Tempio e al ritorno al servizio nel Tempio; il miracolo di Hanukkah non tratta solo del campo di battaglia, delle manovre politiche, o dei rapporti geopolitici tra la Grecia e gli Ebrei. Il miracolo di Hanukkah esiste in questi due aspetti contemporaneamente.

Usiamo la fiamma della candela come illustrazione (e non a caso abbiamo scelto questo simbolo). Il fuoco ingoia tutto ciò che si può bruciare e nello stesso tempo illumina quello che c’è attorno. Il trucco sta nel trovare qualcosa di infiammabile e che nello stesso tempo illumini al meglio la stanza. Se hai l’olio giusto, gli stoppini, le condizioni giuste, allora il fuoco invaderà di luce la stanza come non mai. Se invece ti mancano gli elementi giusti, allora nonostante la sua bellezza, si illuminerà per poco e poi si spegnerà.

Nello stesso tempo se hai tutto per l’accensione, ma ti manca la scintilla, tutto questo non ha nessun valore. Il minimo barlume può illuminare un edificio intero con le adeguate misure, ma senza questo barlume, tutto è inutile.

Torniamo quindi alla nostra storia. Abbiamo questa scintilla – l’Ebreo con la sua Torah. Non ci sono dubbi su cosa sia la nostra scintilla. Illuminava anche nei tempi più bui della nostra storia. E’ l’ardore della nostra mesorah – della nostra tradizione, dell’halachà, dell’insegnare ai bambini l’ebraico. Conosciamo questa scintilla.

Se questa scintilla si trova nelle condizioni adeguate, il fuoco brucia chiaramente e con stabilità. Queste condizioni necessarie per “il fuoco che brucia di luce sull’altare, che non si spegnerà mai”, sono il giusto comportamento dei figli di Israele. Uno dei miracoli del Tempio fu proprio “che il fuoco non si spense mai” nonostante le condizioni sfavorevoli, poiché Israele ha perpetuato la sua scintilla. Quando gli Israeliti cominciano a peccare, questo fuoco miracolosamente perpetuo è in pericolo.

Quando gli Israeliti sono fuori della propria patria e sono in balìa delle buie acque, dei venti di terrore e dell’asfissia dei pogrom, il pericolo di una estinzione è molto reale. Se riusciamo insieme a ricordarci del significato di Hanukkah e se continueremo insieme a desiderare l’accostamento “Am uMedinat Israel Be’Eretz Israel in Torat”, cioè l’unione del Popolo di Israele con il suo stato in Terra di Israele, e se seguiremo i precetti della Torah, allora cresceremo anche nei tempi più bui e sopravvivremo al terrore di chi ci vuole distruggere.

Hanukkah ci insegna di perpetrare la fiamma della Torah, l’ardore della nostra tradizione e la fiamma dell’halachà, ma anche di ricordarci che Dio ha scelto per il suo popolo un luogo, in cui questa fiamma porterà luce e splendore, così com’era nel Tempio a quel tempo.

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