Laura Ben-David parla di Shavei Israel negli Stati Uniti

Di Brian Blum

 

La direttrice del marketing di Shavei Israel Laura Ben-David è stata in viaggio le ultime due settimane, parlando delle attività di Shavei Israel alle comunità ebraiche in tutti gli Stati Uniti: dal New Jersey a Filadelfia, fino a Los Angeles e San Diego, e qualche altro posto per strada.

Laura-Ben-David-speaks-in-Pennsylvania

I suoi discorsi si sono concentrati su tre delle comunità che Shavei Israel sta aiutando: i Bnei Menashe in India, gli Ebrei “nascosti” della Polonia, e i Bnei Anousim in Spagna, Portogallo e Sud America. Il filo conduttore: “Vi sono persone in tutto il mondo che ora dimostrano una connessione con Israele”, ha detto Ben-David durante la sue presentazione in Pennsylvania alla sinagoga Lowe Merion. “Sento che stiamo facendo una cosa molto importante”.

Ben-David ha descritto la sua visita ai Bnei Menashe in Manipur, India, dell’anno scorso. “Mi sono recata lì e sono rimasta travolta”, ha detto. “Noi pensavamo che loro fossero scomparsi, e loro pensavano che noi fossimo scomparsi”.

Ma non lo erano, e adesso il loro desiderio più fervente è di fare aliyah. “Per loro è molto semplice”, spiega Ben-David. “Si dovrebbe vivere in Israele, e quindi vivi in Israele”.

Prima del suo discorso alla Southern California Yeshiva High a San Diego, la Ben-David ha descritto al direttore del San Diego Jewish World – Donald Harrison – come la parola “ebreo” fosse sconosciuta ai Bnei Menashe. “Credevano di essere i discendenti di Menasse, il figlio del Yossef biblico, e che erano gli ultimi del loro popolo”. Il Rabbinato di Israele ha accettato la rivendicazione da parte dei Bnei Menashe delle loro origini ebraiche, grazie alla preservazione da parte della comunità di diversi usi ebraici, ha spiegato Ben-David nella sua intervista a San Diego.

Shavei Israel ha aiutato 3000 Bnei Menashe a immigrare in Israele fino ad oggi. Altri 7000 sono ancora in attesa.

Tra i Bnei Anousim di Spagna e Portogallo, la Ben-David ha parlato di usi nascosti – candele il venerdì sera, grandi “pulizie di primavera” nel periodo di Pesach – il cui significato viene solo oggi riscoperto dai discendenti degli ebrei che vennero forzati alla conversione al cattolicesimo 500 anni fa. “Le pratiche vennero mantenute, ma in molti casi senza una ragione per loro”, ha detto la Ben-David durante il suo discorso in Pennsylvania.

Gli Ebrei “Nascosti” della Polonia hanno una storia simile a quella dei Bnei Anousim, ma ben più recente. Dopo l’ascesa del comunismo, la “prima generazione” di ebrei polacchi dopo la Shoah, ha fatto del suo meglio per assimilarsi come cattolici. Ma come quella prima generazione – i nonni dei ragazzi polacchi di oggi – ha cominciato a mancare, molti hanno rivelato il segreto, spesso sui letti di morte, a figli e nipoti, dicendo loro di essere ebrei. “Non volevano che questo segreto morisse con loro”, ha detto la Ben-David. “Per molte di queste persone, ha in un certo modo minato l’intero fondamento di quello che sono”.

Per esempio, la Ben-David ha parlato di una donna che non aveva nessuna conoscenza dell’ebraismo “Non aveva mai capito fino in fondo che le tradizioni della sua famiglia erano differenti da quelle dei vicini. Per esempio, durante il Natale, sua nonna preparava le frittelle di patate (latkes) e i krapfen (sufganiot)”, ambedue simboli di Hanukkah.

Detto questo, gli Ebrei “nascosti” della Polonia non hanno desiderio di fare aliyah, come i Bnei Menashe. “E’ tutto più tranquillo. Sono molto protettivi per quanto riguarda le loro storie, poiché sono cresciuti in questi segreti costruiti nelle loro famiglie. Non vi sono molte fanfare”, ha detto la Ben-David.

Se siete anche voi interessati ad organizzare un incontro nella vostra comunità con Shavei Israel, per favore contattate Rachel dello staff di Shavei Israel.

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