Un nuovo emissario per il centro Zion Torah in India

Di Brian Blum

 

Tamar Tzur è una ginecologa israeliana. Voleva aggiungere alle sue specializzazioni gli interventi con laparoscopia. Poiché il sistema educativo israeliano non prevede questi insegnamenti presso le accademie di medicina, allor Tamar ha cominciato a fare ricerche su internet per trovare un buon corso in qualche parte del mondo. A quel punto suo marito le ha suggerito qualcosa di molto sorprendente.

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Tamar, Noam e Yishai Tzur, prima della partenza per l’India

 

“Cosa ne dici dell’India?” le ha detto. Tamar era scettica. Non faceva parte di quella categoria di israeliani che dopo il servizio militare sono partiti zaino in spalla per l’Asia. Non era mai stata in India.

Ma l’India interessava Yishai per un’altra ragione. Nei precedenti due anni aveva conosciuto Samuel e Anne Devasahayam, capi del centro Zion Torah, nella città di Erode, nella provincia di Tamil Nadu. Nel 2001, Samuel aveva capito che l’ebraismo era la vera strada verso Dio. Dopo dieci anni, oggi è a capo di una comunità che conta 1500 Indiani osservanti della Torah. Gli uomini portano le kippot e sono circoncisi, le mezuzot adornano ogni stipite delle porte, e la comunità osserva lo Shabbat, tutte le feste ebraiche e le regole della kasherut.

Yishai ha conosciuto Samuel e Anne tramite un amico in comune, Aryel Tsion, nel villaggio di Sussia a sud di Gerusalemme, dove anche gli Tzur vivono. I Devasahayam spesso sono per Shabbat a Sussia.

Nello stesso tempo il presidente di Shavei Israel, Michael Freund, ha conosciuto Samuel e Anne, decidendo di inviare un emissario a Erode per conoscere meglio la comunità e provvedere degli insegnamenti approfonditi, come i Devasahayams finora hanno trovato solo a Gerusalemme.

“E se combinassimo le nostre due missioni?” Yishai ha chiesto a Tamar. “Tu potresti studiare chirurgia in India e io potrei lavorare con la gente del centro Zion Torah”.

Tamar ha pensato ai Devasahayam, allora carattere gentile e al contempo appassionato, così tipico dell’India rurale, e la sua resistenza ha ceduto. Con l’aiuto dei Devasahayam, ha trovato un ospedale a Cochin che le può offrire l’istruzione da lei richiesta. E la scorsa settimana, la famiglia Tzur – Yishai, Tamar e cinque dei loro sette figli – sono volati in India per iniziare uno dei viaggi ebraici più improbabili da immaginare.

Yishai Tzur è nato in Brasile 41 anni fa, ma è cresciuto a Gerusalemme. Ha passato gran parte della sua carriera come insegnante di Talmud e Legge Ebraica, in una yeshiva e nei licei statali, così come nei corsi di preparazione al servizio militare, le mechinot.

I Tzur sono stati accolti quasi come degli ospiti reali al loro arrivo. L’intera comunità è venuta loro incontro con canti, ghirlande di fiori e una torta decisamente grande, come potete vedere nelle foto in basso.

Durante il soggiorno in India, Yishai e Tamar educheranno a casa a Cochin i loro figli durante la settimana, e passeranno gli Shabbat e le domeniche a Erode. “Sono 8 ore di viaggio in macchina. L’India è un grande paese” dice Yishai con il sorriso, e dalla sua energia ottimistica si può capire che non saranno sicuramente le strade piene di buche a fermarlo.

Yishai non è sicuro ancora di cosa abbiano bisogno nella comunità – ecco perché Shavei Israel ha deciso di inviare un emissario – ma crede che ci si dovrà concentrare “nell’insegnamento delle preghiere e delle varie halachot (Leggi Ebraiche)”.

Anche se Yishai non è mai venuto in India, conosce già diversi Indiani. Suo cognato, infatti, lavora come coordinatore di Shavei Israel per le attività dei Bnei Menashe ad Acco. “Ogni volta che sono lì, prego con loro. Mi piace l’atmosfera. Sono tranquilli e ogni volta tutti presenti”.

Vi è anche una comunità di ebrei di Cochin, nel Kerala, che ha fatto aliyah negli anni ’50 e si è stabilita nel deserto del Negev settentrionale, non lontano da Sussia. “Siamo andati a trovarli per sapere di più sulla vita ebraica a Cochin”, dice Yishai.

Yishai e Tamar non sono nuovi solo all’India, ma anche al suo cibo. “Ammetto di non averlo mai assaggiato prima! Ho detto loro di non farlo troppo piccante per noi. In fondo siamo degli ashkenaziti”, dice Yishai, riferendosi all’uso degli ebrei europei che hanno meno tradizioni di spezie e peperoncini nella loro cucina.

Samuel e Anne Devasahayam sognano di portare la loro comunità in Israele un giorno. Anche se questo è un sogno ancora lontano, con l’aiuto di Shavei Israel, un po’ di Israele sta andando da loro.

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