I miracoli improvvisi e i miracoli costanti

Di Rav Yitzhak Rapoport

"SLICHOT" PRAYER SERVICE DURING THE DAYS OF       REPENTANCE PRECEDING YOM KIPPUR, AT THE WESTERN WALL IN     JERUSALEM'S OLD CITY äòéø éøåùìéí. áöéìåí, úôéìú "ñìéçåú" ì÷øàú éåí äëéôåøéí, áëåúì äîòøáé            áòéø äòúé÷ä.

Nel trattato Shabbat, foglio 53b, è scritto: “Rav Yehuda ha detto: Vieni e vedi come sia difficile per HaShem dare all’uomo i beni primari (mezonot), perché per loro sono state cambiate le leggi della natura. Rav Nachman ha detto: Devi sapere che il miracolo può accadere (più facilmente), mentre i beni necessari all’uomo (tuttavia) non si possono creare così facilmente”.

(L’espressione mezonot nel Talmud indica il livello di ricchezza materiale dell’uomo).

Un passo difficile del Talmud e duro da comprendere. Presenterò qui l’interpretazione del saggio Maharal di Praga, grande rabbino e cabalista del XVII secolo. Dobbiamo prima capire che mezonot comprenda tutte le cose del mondo fisico, necessarie alla vita dell’uomo. Ergo cibo, bevande ecc.

Il Maharal aveva distinto tra due concetti spirituali che riguardano le relazioni di HaShem verso di noi, cioè: netinà (dare) e shinui (cambiamento). Il miracolo rientra nella categoria del shinui (cambiamento), invece i beni necessari all’uomo (mezonot) rientrano nella categoria della netinà (dare). Nonostante le apparenze, il miracolo è più “facile” per HaShem, perché richiede solo un momentaneo cambiamento delle leggi della natura. Invece mezonot, che rientra nella categoria della netinà, è più “difficile” per HaShem, poiché richiede un’influenza spirituale costante sul mondo materiale, e non solo un cambiamento temporaneo. Le necessità di ogni persona richiedono una “discesa” di energia spirituale da parte di HaShem sul nostro mondo materiale, e questo è molto più “duro” di un momentaneo avvenimento straordinario.

Vorrei approfondire le parole del saggio Maharal (e le parole del Talmud), tenendo conto che dichiarare che qualcosa sia per HaShem più “facile” o più “difficile” è abbastanza assurdo. Il Maharal era un grande cabalista, e quindi il significato delle sue parole era più profondo. Immaginiamoci, che la “facilità” dei miracoli in paragone con la “difficoltà” della costante influenza di HaShem sul mondo materiale, è rivolta a noi persone, e non a HaShem. Immaginiamoci che “facile” significa che sia il facile per noi da comprendere, e “difficile” sia il difficile per noi da comprendere. Cosa significa tutto questo?
E’ difficile per una persona ammettere che sia accaduto un miracolo. E’ molto più facile inventare numerose interpretazioni, che eviteranno l’idea della presenza di HaShem. Anche l’uomo, che non ha problemi nell’accettare la presenza di HaShem e dei miracoli straordinari, può avere difficoltà nell’accettare, che il livello dei suoi beni necessari (ricco, povero ecc.) viene ugualmente dato da HaShem. Alle persone viene più facile credere, che la ricchezza dipenda dalla fortuna, dallo sforzo e dalla provenienza sociale, e non che HaShem lo decida costantemente. HaShem è l’infinito e niente per lui è più facile o più difficile. Ma per noi è più facile accettare che HaShem ogni tanto faccia dei miracoli, cioè che cambi le leggi della natura momentaneamente, piuttosto che indirizzi costantemente il nostro mondo, e anche che ognuno abbia quel livello di ricchezza che HaShem gli ha dato.

Ci avviciniamo a Rosh HaShanà, “il capo dell’anno” chiamato colloquialmente Anno Nuovo. Il Talmud ci insegna, che a Rosh HaShanà HaShem decida quale sarà il nostro livello di ricchezza per l’anno successivo. A Rosh HaShanà ognuno di noi prega affinché gli vengano perdonati i peccati, così da essere iscritto nel Libro della Vita per tutto l’anno a venire. In questo modo l’uomo dichiara la sua fede nel fatto che la sua vita sia nelle mani di HaShem. E’ più difficile per una persona accettare che il suo livello di ricchezza sia una volontà di HaShem.

Auguro a tutti noi di avere fortuna con le nostre preghiere a HaShem.

Saluti da Gerusalemme
Rav Yitzhak Rapoport

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