Ballare a Shabbat, un’arma a doppio taglio

Di Rav Yitzhak Rapoport

maxresdefaultTutti abbiamo avuto occasione di ballare a Shabbat, in sinagoga o in altre occasioni. Ci stupirà che il Talmud nel trattato Shabbat (foglio 36b) vieta di ballare a Shabbat. Perché? Il Talmud lo spiega attraverso il divieto di riparare cose a Shabbat. Temevano che lo strumento sul quale si suonare, si potesse rompere e quindi andasse riparato per potere continuare a ballare in questo Santo Giorno. Quindi per evitarlo, i Rabbini hanno vietato il ballo di Shabbat.

Ma tutti noi abbiamo visto importanti rabbini ballare a Shabbat. Com’è possibile?

La risposta possiamo trovarla nei testi dei rabbini medievali, interpretatori del Talmud. Rav Moshe Isserles di Cracovia (XVI sec; Shulchan Aruch Orach Chaim, capitolo 339, paragrafo 3) scrive che a Shabbat è permesso ballare. Vi sono due motivi. Per primo, le persone nella sua epoca non erano più esperte nel riparare gli strumenti. Per questo non ripareranno immediatamente lo strumento, ma lo faranno con calma successivamente. E già questo toglie ogni dubbio legato alle riparazioni di Shabbat. Rav Isserles sostiene inoltre, che l’uso di ballare a Shabbat è oramai così diffuso che è meglio che per ignoranza si continui con questi balli, visto che oramai i divieti non li faranno smettere. Questo argomento, cioè che i Rabbini a volte evitassero di ammonire il popolo, poiché credevano che ammonire non fosse utile e che fosse meglio che le persone “peccassero per ignoranza piuttosto che per conoscenza” è molto interessante, ma non verrà analizzato in questo articolo. Però vediamo, che Rav Moshe Isserles percepiva il ballo durante Shabbat come pienamente permesso.

Anche tra i Rabbini medievali sefarditi troviamo il permesso di ballare a Shabbat, per esempio nel Libro HaKusari, scritto da Rav Yehuda HaLevi.

L’uso di permettere di ballare a Shabbat è molto diffuso: sia tra gli ebrei ashkenaziti che tra i sefarditi, tra gli ortodossi come tra gli ebrei ultra ortodossi.

Vorrei ancora aggiungere un aspetto che ci aiuterà a capire la potenzialità problematica del ballare durante Shabbat. Questo aspetto proviene da una comprensione più profonda della radice della parola ballare, in ebraico rakad (רקד). Le radici etimologiche più vicine a questa radice sono lakad (לכד) e liket (לקט). La radice lakad significa afferrare o avviluppare, e la radice liket significa raccogliere o raccattare. Vediamo quindi come il ballo a Shabbat sia un’arma a doppio taglio. Da un lato riesce a raccoglierci tutti insieme e concentrarci nella devozione a HaShem, ma dall’altro lato riesce ad afferrare tutta la nostra attenzione non permettendoci di pensare a nient’altro che alla danza. I Rabbini del Talmud temevano proprio questa seconda possibilità e per questo hanno vietato il ballo a Shabbat. Grazie a Dio questo divieto è stato de facto successivamente abolito. Shabbat non sarebbe lo stesso senza le danze.

Saluti da Gerusalemme
Rav Yitzhak Rapoport

PS. Gran parte di questo articolo è basata sull’articolo di Rav Shlomo Aviner della yeshiva Ateret Kohanim a Gerusalemme.

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