Barechu et HaShem hamevorach

Torah_Reading_Sephardic_custom-300x225Chiunque sia stato in sinagoga e abbia ottenuto l’aliyah alla Torah (andare a Sefer) o abbia visto gli altri fare quest’aliyah, ha potuto notare che chi lo fa comincia la berachà con le parole “Barechu et HaShem hamevorach”, cioè “Benedite Hashem, il quale è benedetto”. Ma un uomo può benedire il Dio Infinito? Un uomo è capace di benedire HaShem, che si trova fuori dal tempo e dallo spazio? Com’è possibile?

Cercando nel Tanach (la Bibbia ebraica), troveremo che la parola Barechu (benedite), appare raramente, solo 16 volte in tutto il Tanach. E’ importante notare come la parola Barechu sia più spesso scritta senza la congiunzione “et”, e non come nella berachà sopra citata, nella quale diciamo Barechu et HaShem. Per esempio Dvorah e Barack cantano un inno a HaShem e dicono due volte Barechu HaShem (Giudici, capitolo V). Barechu et Hashem appare nei Salmi, capitolo 135, dove troviamo 4 volte questo accostamento. Qual è quindi la differenza tra Barechu HaShem versus Barechu et HaShem?

Per avere una risposta, dobbiamo quindi capire il senso profondo della parola Barechu, “benedite”. A questo scopo ci aiuteremo con la più antica fonte scritta della Torah Orale, cioè il Targum Jonathan.

Targum Jonathan è la traduzione del Libro dei Profeti in aramaico, scritta da Rav Jonathan ben Uziel, lo studente di Hillel più brillante, che ha vissuto circa 2000 anni fa (più o meno 200 anni prima della pubblicazione della Mishna di Rav Jehuda Ha-Nassi). Jonathan ben Uziel non solo traduceva dall’ebraico in aramaico, ma aggiungeva anche parole per chiarire i concetti.

Torniamo alla parola Barechu. Nella sua traduzione del Libro dei Profeti, Targum Jonathan aggiunge la parola “odu” (אודו), che significa ringraziare, riconoscere e ammettere. Notate quindi che proprio qui sta la chiave per capire tutta la questione. Ringraziare e riconoscere in ebraico è la stessa parola, poiché ringraziare è in fondo riconoscere, che dobbiamo riconoscenza a qualcuno. Così come verso HaShem. BenedirLo è in fondo riconoscere, che abbiamo con Lui un debito di riconoscenza, per tutto quello che abbiamo, compresa la nostra vita.

Abbiamo quindi capito il concetto di “Benedire HaShem”, dobbiamo quindi comprendere adesso la differenza tra Barechu HaShem e Barechu et HaShem.

Troveremo la risposta confrontando l’espressione Barechu et HaShem con la frase, che si trova in uno dei versetti più famosi della Torah, ergo “Kabed et avicha ve-et imecha” – Onora il padre e la madre (Shemot 20 e Dvarim 5). Di questo versetto il Talmud ci fa notare le apparentemente superflue parole “et”, che ci sembrerebbero ugualmente superflue nella nostra espressione Barechu et HaShem. Il Talmud ci insegna che queste apparentemente superflue congiunzioni ci fanno da indicatori, che ci ricordano di ulteriori leggi nella Torah Orale. La Torah Orale ci insegna che l’obbligo di onorare il padre e la madre riguarda anche il rispetto per la matrigna o il patrigno, fino a quando il padre o la madre sono in vita. La congiunzione “et” ci ricorda che dobbiamo quindi rispettare la matrigna per il bene del padre, e il patrigno per il bene della madre.

Cerchiamo quindi di applicare le stesse regole per l’espressione Barechu et HaShem. Abbiamo l’obbligo di riconoscere che HaShem è la Fonte di tutto, compresa la nostra vita. E finisce qua? Assolutamente no. Dobbiamo riconoscenza a chiunque ci abbia uniti a HaShem, dandoci la conoscenza sul Creatore.

Il grande cabalista Rav Yitzhak Luria (1534-1572) ha scritto che, abbiamo l’obbligo spirituale di rispettare i fratelli maggiori, non solo i genitori. Spiegava, che a livello spirituale i fratelli maggiori sono come un condotto spirituale per i fratelli minori. La spiritualità ricade da HaShem sui genitori, dai genitori sui figli, in ordine di nascita. Come esempio si può mostrare il comportamento di Rav Ula nel Talmud, che baciava la mano della sua sorella maggiore (Avoda Zara, 17a). Un altro esempio si trova nel Midrash, che ci insegna di come Rachel sia morta prima di sua sorella maggiore Leia, poiché aveva scavalcato Leia nel rispondere a qualcosa che era stato chiesto ad ambedue (Midrash Bereshit Rabba 74,4).

Da questo possiamo dedurre, che l’espressione Barechu et HaShem versus l’espressione Barechu HaShem, significa che riconosciamo di essere in debito di gratitudine non solo con HaShem in astratto, ma anche verso i nostri genitori e rabbini, che ci uniscono ad HaShem.

Saluti da Gerusalemme
Rav Yitzhak Rapoport

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