Vi presentiamo Emunah e Eden: due nuove “allieve” di Shavei Israel in Myanmar (Birmania)

Di Brian Blum

Gruppo in Myanmar (Birmania)

Gruppo in Myanmar (Birmania)

La distanza tra il villaggio di Kaleymo in Myanmar (Birmania) e la cittadina di Moreh al confine nordorientale dell’India, è poco più di 100 km, di poco conto per noi occidentali. Ma qui, alle pendici dell’Himalaya, dove si deve viaggiare su pericolose strade, piene di tornanti, con i rigidi poliziotti che bloccano ai numerosi posti di frontiera, il viaggio diventa lungo tutta una giornata.

Ma questo non ha fermato Emunah Hanvung e Eden Suantak, due giovani donne Bnei Menashe del Myanmar, ad unirsi al recente seminario di Shavei Israel per gli allievi in India. Il loro sacrificio è già stato ripagato: non appena rientrate dal seminario, hanno subito cominciato a fare visita alle famiglie, insegnando loro canzoni ebraiche e preghiere appena apprese, e distribuendo gli opuscoli con le benedizioni “Birkonim” di che Shavei Israel ha appositamente stampato per i Bnei Menashe.

Emunah ed Eden sono membri della comunità Bnei Menashe “dall’altro lato” della frontiera, rispetto alla più popolata India. Solo 250 famiglie circa di Bnei Menashe vivono in Myanmar, sparse per alcuni piccoli villaggi ma, dice Rav Hanoch Avitzedek, direttore del dipartimento per i Bnei Menashe di Shavei Israel: “Ogni Bnei Menashe è un tesoro, ovunque vivano, è nostro obbligo e responsabilità fare del nostro meglio per portare l’ebraismo e la Torah a questo piccolo gruppo così isolato”.

Rav Avitzedek era in India per guidare l’ultimo seminario di Shavei Israel. 80 persone, in rappresentanza di tutte le comunità Bnei Menashe del Manipur, Mizoram, Nagaland, Assam – e ora Myanmar – hanno partecipato. Il seminario si è tenuto in un pittoresco villaggio buddista nello stato dell’India nordorientale di Sikkim.

Ma mentre Emunah ed Eden hanno fatto tutta la strada dal Myanmar in India per il seminario, ancora nessuno dello staff di Shavei Israel è stato capace di far loro visita nei loro villaggi. In effetti, fino al 2008, Shavei Israel non ha avuto un contatto diretto con la comunità. Questo perché solo nel 2008 il governo indiano ha permesso agli stranieri di visitare Moreh, la città più vicina al Myanmar. Quando le leggi si sono ammorbidite, Rav Avitzedek ha colto l’occasione al volo, così come la delegazione dal Myanmar, che ha attraversato la frontiera per incontrarlo.

Le restrizioni ante 2008 riguardo ai viaggi in quelle zone dell’India non avevano niente a che fare con i Bnei Menashe. Piuttosto, l’area era stata deliberatamente tagliata dal resto dell’India per aiutare i residenti “a difendere la loro cultura”, spiega Rav Avitzedek. “La regione fa politicamente parte dell’India, ma culturalmente è più connessa alla Cina, Tibet e Buthan con molto piccole tribù”.

Il governo era preoccupato che il libero accesso, incluso quello dei cittadini Indiani, avrebbe creato delle ondate d’immigrazione, portando all’assimilazione. Ma il desiderio di migliorare l’economia locale attraverso il turismo, ha cambiato questa prospettiva, assieme alle vite dei Bnei Menashe nel vicino Myanmar.

Rav Avitzedek spera di potere visitare il Myanmar in futuro, ma dovrà farlo con un visto turistico via Naypyidaw, capitale del Myanmar, piuttosto che attraversando il confine a Moreh. Arrivando troverà una comunità che vive come i Bnei Menashe in India prima dell’arrivo di Shavei Israel. La conoscenza della lingua ebraica è inferiore rispetto che in India, così come la conoscenza basica della tradizioni ebraiche e dei testi.

Adesso sta cambiando. Diversi anni fa, Shavei Israel ha scelto un giovane uomo, Shimon Hatlang, del villaggio di Kaleymo in Myanmar, per diventare il primo allievo di Shavei della sua comunità. Shimon, all’epoca solo 17enne, è andato fino a Churachandpur, dove si trova il centro comunitario più grande di Shavei Israel per i Bnei Menashe, studiandovi per oltre due anni, vivendo nella casa di Yochanan Phaltual, emissario di Shavei Israel fino alla sua aliyah nel 2014.

Shimon infine è rientrato nel Myanmar, diventando elemento centrale della crescita spirituale della comunità. Ha messo subito in pratica le sue conoscenze, dal costruire una sukkah al preparare una matzah kosher-per-Pesach. Nel 2011, la prima sinagoga in assoluto è stata fondata in yanmar – “Ohel Michael”, chiamata in onore del presidente di Shavei Israel Michael Freund – situata in Tualmu, circa 150 miglia dal confine indiano.

Emunah ed Eden, che vivono a Tualmu, seguiranno ora le orme di Shimon. E’ stata per loro una vera prova, visto che nessuna delle due parla la stessa lingua dei Bnei Menashe in India. “Il seminario era come la Torre di Babele”, dice Rav Avitzedek. “Il gruppo di Manipur parla Kuki, e i Bnei Menashe di Mizoram parlano Mizo, così Emunah e Eden non riuscivano a capire nessuna delle due”.

Fortunatamente, il coordinatore in Israele per i Bnei Menashe – Tzvi Khaute, faceva parte dello staff al seminario. Anche se non ha la padronanza dello Zou, la lingua birmana che Emunah e Eden parlano, è fluente in molte lingue e dialetti, traducendo per loro.

Gli altri Bnei Menashe al seminario erano incantati dalla presenza delle loro cugine del Myanmar, in particolare poiché le due donne sono arrivate portando i loro abiti tradizionali, aggiungendo un altro sprazzo di colore al corso durato circa un mese.

I partecipanti al seminario di quest’anno stanno sostituendo gli allievi veterani di Shavei Israel, che hanno fatto aliyah con il nostro aiuto un anno e mezzo fa. I nuovi allievi si sono impegnati a restare nelle loro comunità di nascita per i prossimi 2-3 anni. Per Emunah e Eden nel lontano Myanmar, la loro residenza può essere ancora più lunga. Ma a 23 anni hanno ancora tempo – e i loro sforzi verranno apprezzati sia dai loro fratelli in Birmania che da noi tutti di Shavei Israel.

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