Una lettura della Torah in Polonia per…il Segretario Generale delle Nazioni Unite!

Rav Ellis legge la Torah per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon

Rav Ellis legge la Torah per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon

Di Brian Blum

Il capo delle nazioni unite terrà a breve uno yad – l’indicatore d’argento usato per le letture dello Sefer Torah in sinagoga – per concentrarsi su importanti documenti diplomatici, a New York? Probabilmente no. Ma la storia su come uno yad è stato donato dall’emissario di Shavei Israel al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, proprio nella vecchia sinagoga di Oswiecim (la città adiacente all’infausto campo di concentramento di Auschwitz), è tuttavia notevole.

Ban stava visitando la Polonia a novembre, per partecipare alla conferenza mondiale sull’ambiente. Il suo assistente (ebreo), che scrive i suoi discorsi, gli ha suggerito un viaggio ad Auschwitz e nella vicina Oswiecim, dove il segretario generale è stato accompagnato in una visita al Centro Ebraico di Oswiecim da Rav Yehoshua Ellis di Shavei Israel. Nella sinagoga Rav Ellis ha aperto l’Arca, mostrando il Sefer Torah con la sua corona e copertura. Rav Ellis ha detto a Ban: “Una sinagoga è come una persona. L’aron (l’arca) è la sua mente, la bima (l’area sopraelevata da dove viene letta la Torah alla congregazione) è il suo cuore, l’amud (il leggio) è la sua bocca e il ner tamid (letteralmente “la fiamma eterna” che solitamente pende sopra la bima) ne rappresenta l’anima.

Rav Ellis ha quindi aperto la Torah e letto per Ban la porzione sui Dieci Comandamenti. “Ho spiegato che queste sono le fondamenta di tutta l’etica occidentale”, ci dice Rav Ellis.

E’ stato allora che il più importante diplomatico del mondo si è accorto dello yad che Rav Ellis stava usando. Rav Ellis ha spiegato che secondo la tradizione, vista la sua santità, e per non danneggiarla, nessuno deve toccare la Torah direttamente, ma bisogna usare un indicatore in argento come intermediario.

“La metafora indica che ci deve essere qualcosa per mediare tra noi, il materiale, e la Torah, lo spirituale”, dice Rav Ellis. “Così, lo yad è una specie di compasso morale. E visto che è la missione delle Nazioni Unite di portare l’etica nel mondo, gli ho offerto lo yad – era il mio personale yad, in effetti – e l’ho benedetto, affinché lo yad potesse essergli d’aiuto, nel suo lavoro”.

Rav Ellis aggiunge, che Ban gli ha rivelato di non potere spesso toccare documenti diplomatici, e così potrà farlo con lo yad adesso!

Ed ecco la foto di Rav Ellis che legge dal rotolo della Torah al segretario generale delle Nazioni Unite, a Oswiecim:

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