Ad d’lo yada – Bere per Purim

Di Rav Tyson Herberger

לחייםMolto probabilmente la mitzvah più popolare di Purim, è quella di bere alcol – ad lo yada d’ – fino a quando non riconosciamo più la differenza tra il benedetto Mordechai e il maledetto Haman. Ma si tratta proprio di ubriacarsi? E solo questo ha qualche legame con Purim?

Il Libro di Ester (Meghillat Esther in lingua ebraica) ci invita a bere alcol, ma non dice chiaramente di ubriacarsi. Il racconto si apre con il re Ahashverosh, che durante una festa della durata di 180 giorni, decide di prendere una nuova moglie. Successivamente, Ester quando viene a sapere del complotto di Haman contro gli Ebrei, organizza un banchetto. Invita sia Haman che Ahashverosh. Quando il re è ubriaco, Ester gli presenta la situazione. Il re subito decide di aiutare Ester e liberarsi di Haman. Quindi, l’ubriacatura è servita per fare di un’Ebrea una regina, così come l’ubriacatura ha aiutato nel salvataggio degli Ebrei. Quindi l’alcool ha avuto una doppia funzione in questa storia: l’incoronazione di Ester e come mezzo di persuasione del re. Quindi ci stupisce poco vedere gli Ebrei della città, che alla fine della Meghillat Ester organizzano una festa per celebrare la loro salvezza. I tre versi del capitolo 9 (17, 18 e 22), ci parlano degli antichi Ebrei e in quale giorno precisamente festeggiano la salvezza. Ma precisamente cosa hanno bevuto, quanto hanno bevuto e altri particolari, sono stati tralasciati. Il Libro ci indica chiaramente di bere ai giorni nostri, ma non ci dice che tipo di bevuta deve essere!

Il Talmud cerca di rispondere a questa domanda. In realtà però, fa in modo che la risposta sia ancora meno chiara. Uno dei più grandi saggi del Talmud, Rava, chiaramente ci dice di bere per Purim, abbondantemente (Talmud di Babilonia, Esther 7b). Aggiunge inoltre, che dovremmo bere ad d’lo bla – fino a che non perdiamo la coscienza della differenza tra il benedetto Mordechai e il maledetto Haman.

Subito dopo questa dichiarazione, ci narra della folle storia di come una volta Rabba abbia invitato a casa sua per la seudà (pranzo) di Purim, il Rav Zeira. Rabba si era molto ubriacato, si è alzato e ha accoltellato a morte Rav Zeira. Il giorno seguente Rabba ha pregato e pregato affinché l’amico tornasse in salute. E veramente Rav Zeira è resuscitato. Un anno dopo, Rabba ha di nuovo invitato Rav Zeira per la seudà di Purim. Questa volta però Rav Zeira ha rifiutato, dicendo che i miracoli non accadono di continuo.

I rabbini non sanno bene come comprendere questa storia. Dovrebbe servire come testo che prova quanto il rabbino abbia bevuto e che noi dovremmo quindi seguire questo esempio? O invece pone l’accento sui pericoli dell’ubriacatura e quindi sconsiglia le indicazioni di Rava?

Maimonide (XII sec. – Spagna/Egitto) ha detto che dovremmo bere tanto vino in modo da essere leggermente brilli, per poi addormentarci. Così non ci ubriachiamo da matti, ma perdiamo la capacità di riconoscere tra Mordechai e Haman, perché stiamo dormendo. Questa teoria è stata accettata da Sheloh haKodosh (XVI/XVII sec. – Praga), e Rema (XVI sec. – Cracovia). Sembra che sia una posizione moderata. Uno dei miei ex Rosh Yeshiva, Rav Boruch Horowitz (discendente di Sheloh haKodosh) confermava questa teoria. Ma non tutti la pensano così. Rav Joel Sirkis (noto anche come Bach, XVII sec. – Cracovia) sosteneva che la storia di Rabba e Rav Zeira è una dimostrazione del fatto che dobbiamo bere per non distinguere tra Mordechai e Haman. Altrimenti, come avrebbe potuto Rabba uccidere il suo amico? Quindi secondo Bach, dobbiamo bere tanto.

Sfas Emes e Gherer Rebbe (XIX sec.) la pensano diversamente. Secondo loro si doveva bere solo di giorno e non la sera di Purim. Se qualcuno non riesce a distinguere tra Mordechai e Haman allora deve fermarsi. Sembrerebbe che secondo questi due rabbini, la gente non beve tanto durante il giorno. Dall’altra parte, Kol.Bo (XIV sec. – Europa) dice, che ubriacarsi è assolutamente proibito, perché ci può portare a fare delle cose sbagliate. Secondo lui si dovrebbe bere solo un po’. Secondo Meiri (XIV sec. – Francia), bisogna ubriacarsi non per fare sciocchezze ma per gioire dell’amore per Dio, che ha fatto miracoli per salvarci. Quindi, la maggior parte dei rabbini sostiene che ubriacarsi non è necessario.
Allora se beviamo (un Ebreo adulto, sano dovrebbe bere uno o due sorsi di alcol), la domanda è cosa e quando dovremmo bere?

Alla domanda cosa, la risposta più frequente è: vino. Il Talmud Pesachim 109° ci dice che non c’è gioia senza il vino. Ma Shvili David (XIX sec. – Ungheria) sostiene che se il vino non è nominato nella Meghillat Esther, allora ogni bevanda alcolica kasher è lecita. Ovviamente ci sono quelli che sostengono la superiorità del vino.

Alla domanda quando, può stupire che la mitzvah riguardi solo il giorno. Se vi ricordate, il versetto parla di Yom misteh – letteralmente bere di giorno. Quindi sappiamo che questa mitzvah va fatta di giorno, come parte della seudà.

Alla fine bisogna aggiungere che non viene in nessun modo richiesto che i bambini bevano un goccio di alcol. Gli adolescenti possono bere un goccio e poi farsi un riposo. Ma non c’è nessun bisogno di far ubriacare i figli 13enni per Purim. In realtà, molti rabbini, tra cui io, sostengono che i figli non dovrebbero vedere i genitori ubriachi a Purim, tantomeno in nessun altro giorno.

Lechaim! Lechaim! E felice Purim!!!

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