Storia ebraica della Giamaica

Jamaican-Synagogue

Sinagoga giamaicana

Gli ebrei della Penisola Iberica, principalmente dal Portogallo, si sono stabiliti in Giamaica dal 1530 circa, per sfuggire all’Inquisizione. All’epoca l’isola era territorio spagnolo. In Giamaica continuarono a fingersi cattolici, ma erano più liberi di seguire le osservanze ebraiche in segreto.

Irwing Berg, ci dà alcuni dettagli: nel 1655, la marina britannica, attraccò a Kingston in Giamaica, guidata da un pilota Anousim, Campoe Sabbatha. Quando gli inglesi conquistarono l’isola dagli spagnoli, gli ebrei erano più liberi di praticare la loro religione. Nel tempo altri ebrei di altre colonie si stabilirono sull’Isola crescendo così di numero.

Nonostante la maggior parte degli ebrei si fossero stabili a Spanish Town e Kingston, vivevano in tutta la Giamaica. Il loro numero era sorprendentemente alto fino agli ultimi tempi:

Nel 1400 erano 400

1735 erano 800
1881 erano 2535
1957 erano 1600
1978 erano 350
Nel 2005 erano 250

Nel 1671 i cittadini della Giamaica fecero una petizione al governo britannico per espellere i membri della comunità ebraica locale. Il governatore delle colonie Lynch si oppose alla petizione e non venne quindi messa in atto. Tuttavia, gli abitanti riuscirono ad ottenere uno speciale decreto fiscale contro gli ebrei, nel 1693.

Nel 1703 agli ebrei venne proibito di avere servitù cristiana a contratto, e nel 1783 vennero tassati nuovamente, la precedente esenzione dal lavoro di Shabbat venne cancellata, e venne loro proibito di ricoprire cariche pubbliche. Le comunità ebraiche, nonostante questi divieti continuavano a fiorire, e quando l’Impero Britannico dichiarò diritti uguali per gli ebrei delle colonie, all’inizio dell’800, il 10 per cento dei bianchi in Giamaica si dichiarò ebreo.

Lo storico Edward Long descrive nel ‘600 gli ebrei di Spanish Town:
“Gli ebrei qui sono particolarmente sani e longevi…penso debbano la loro buona salute e la loro fertilità all’uso parsimonioso di liquori forti, all’educazione precoce, alla loro indulgenza verso aglio e pesce, alle leggi mosaiche, allo zucchero e al cioccolato.”

Il cimitero ebraico più antico in Giamaica è situato a Hunts Bay, a metà strada tra Kingston e Spanish Town. Venne fondato poco dopo la conquista britannica, nel 1655; le iscrizioni sulle lapidi sarebbero in ebraico e portoghese, con un po’ di inglese.

A Spanish Town, la sinagoga Neveh Shalom venne fondata nel 1704. Questo luogo serviva alle funzioni dei Sefarditi, quindi un’altra sinagoga venne costruita, nel 1796, per gli Ashkenaziti. Le due congregazioni si unirono nel 1844. Sul sito della sinagoga sefardita sono rimaste lapidi con nomi quali Henriques, De Souza, de Pass, Melhado e Nunes; l’Istituto Neveh Shalom si sta occupando della ristrutturazione.

Nel 1655, a seguito della conquista britannica, il rabbino di Amsterdam Menasseh Ben Israel, richiese a Lord Cromwell il permesso per gli ebrei di stabilirsi nei territori inglesi. Il permesso venne concesso e questo portò ad un’altra ondata di immigrazione in Giamaica, da luoghi come Amsterdam. Tutti i coloni ebrei vennero naturalizzati cittadini britannici, per potere anche avere delle proprietà, un diritto proibito agli ebrei nell’Europa medievale.

La città di Falmouth venne fondata intorno al 1770 circa e gli ebrei che vi si stabilirono erano commercianti e mercanti, dipendenti dalle piantagioni di zucchero circostanti, così come dal commercio internazionale.

Gli ebrei di Port Royal lavoravano come mercanti e cambia valute. Vi erano un vivace commercio con le colonie olandesi, Venezia, India, Londra e Nord America. La conoscenza dello spagnolo aiutò molto questi mercanti nei loro commerci con l’America Latina. Commerciavano pepe, cacao, vaniglia, pimento e zucchero.

Nell’800 alcune famiglie di mercanti ebrei cominciarono ad occuparsi di costruzione di navi e edilizia, a Port Royal. Gli ebrei giamaicani potevano avere solo due schiavi neri se non possedevano piantagioni, quindi alcuni le acquistarono.
Dalle cronache di Edmund Heath, veniamo a sapere che a Port Royal nel 1692 vi era una “strada ebraica” e una sinagoga.

Alla metà dell’800 agli ebrei giamaicani venne concesso il diritto di voto, cominciarono così ad ottenere potere politico. Nel 1849, 8 dei 47 membri dell’Assemblea erano ebrei e quell’anni il corpo legislativo decise di non riunirsi per Yom Kippur.

Sinagoga giamaicana, interno

Sinagoga giamaicana, interno

Si dice che la prima sinagoga di Kingston sia stata costruita nel 1744, ma andò a fuoco nel grande incendio del 1882. Una sinagoga ashkenazita venne costruita nel 1787. Anche questa bruciò nel 1882, per essere ricostruita nel 1887. Nel 1907, tuttavia, ambedue le sinagoghe vennero distrutte dal Grande Terremoto di Kingston.

Negli anni le congregazioni sefardita e ashkenazita si unirono. Gran parte degli ebrei giamaicani si trasferirono in Inghilterra, USA e Canada negli anni ’60, dopo l’indipendenza della Giamaica e un periodo di instabilità politica, diminuendo fortemente il numero delle comunità e dei loro membri.

Vi sono tuttora però delle scuole private laiche e nel 1997 è stato fondato il Neveh Shalom Institute per preservare il patrimonio ebraico. Nel 2006 la comunità ebraica ha celebrato il 350 anniversario della vita ebraica in Giamaica, inaugurando un Centro del Patrimonio Ebraico.

Sempre più famiglie, anche miste, scelgono di crescere i loro figli come ebrei, a dispetto del passato.

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