Il Portogallo offre la seconda cittadinanza ai Bnei Anousim; è tempo per Israele di fare simili proposte

di Brian Blum

Portuguese-parliament-300x152Nel 2012 il governo spagnolo ha approvato una proposta di legge dove si offriva la cittadinanza ai discendenti degli Ebrei sefarditi, che vennero esiliati o costretti alla conversione al cattolicesimo come Anousim (o Marrani), durante i terribili anni dell’Inquisizione, circa 500 anni fa. Il presidente di Shavei Israel – Michael Freund aveva lodato il gesto all’epoca, dicendo che significava “che tangibili passi venivano fatti per ammettere l’ingiustizia perpetrata sugli Ebrei spagnoli nel Quattrocento”.

Tre anni dopo la sensazionale decisione spagnola, il Portogallo ha seguito la stessa strada. La scorsa settimana, il parlamento portoghese ha approvato dei cambiamenti per quanto riguarda la legge sulla cittadinanza, garantendo il diritto a una secondo passaporto ai discendenti degli Ebrei che furono espulsi o forzatamente convertiti al cattolicesimo mezzo millennio fa.

I passi sia del Portogallo che della Spagna sono tuttora preliminari e ancora non sono diventati legge. Ma rappresentano un’opportunità per lo Stato Ebraico. A seguito dell’annuncio del Portogallo, il presidente di Shavei Israel – Michael Freund ha detto che è tempo “per il governo israeliano di iniziare un nuovo approccio strategico e di mettersi in contatto con i Bnei Anousim. Mentre un numero crescente di Bnei Anousim sta cercando di rafforzare la propria identità ebraica rivendicando le proprie radici, è vitale che Israele intraprenda un cammino per rafforzare i rapporti tra lo Stato Ebraico e il Popolo Ebraico. Se i governi di Spagna e Portogallo riconoscono l’importanza di questa comunità, il governo israeliano può e deve fare lo stesso”.

Shavei Israel ha un ampio numero di programmi in corso da tempo, di sensibilizzazione, per i Bnei Anousim, sia in Israele che nella Diaspora. In Portogallo l’emissario di Shavei Israel – Rav Elisha Salas offre supporto agli Ebrei che reclamano le loro radici. Rav Nissan Ben-Avraham fa lo stesso in Spagna, così come Rav Pinhas Punturello in Italia, dove tiene corsi per i Bnei Anousim in Sicilia e in Italia Meridionale.

In Israele, Shavei Israel ha fondato il Machon Miriam – L’Istituto per la Conversione e il Ritorno dei Bnei Anousim di lingua spagnola e portoghese, per quelli che vogliono ritornare al popolo ebraico. Shavei Israel inoltre tiene seminari per i Bnei Anousim in visita in Israele, come quello che Rav Punturello ha tenuto lo scorso anno per gli Ebrei italiani.

Negli anni passati, Shavei Israel si è rivolto alle comunità di Anousim fuori dall’Europa. El Salvador ha una piccola ma vivace comunità di Bnei Anousim composta da qualche centinaio di persone, seguite dal nostro emissario Rav Isaac Aboud. Rav Marcelo Shimon Yehoshua è l’emissario di Shavei Israel per i Bnei Anousim in Colombia. Shavei Israel ha anche nominato un suo emisario – Rav Rafael Zerajia, per lavorare con i 35 Bnei Anousim di Santiago del Chile.

Mentre l’America del Sud e Centrale hanno delle comunità relativamente piccole di Bnei Anousim, il numero dei discendenti di Ebrei che vennero forzati al nascondersi o all’esilio dalla Spagna e Portogallo, potrebbe ad oggi raggiungere diversi milioni. Coglieranno tutti l’occasione di prendere la cittadinanza offerta da questi paesi? O questa nuova apertura di Spagna e Portogallo renderà più facile ai Bnei Anousim di riconnettersi con il loro retaggio in Israele, la terra dei loro antenati?

Per ottenere la seconda cittadinanza in Portogallo dovranno essere presentate delle prove riguardo agli antenati sefarditi. Questo può accadere attraverso il cognome, la lingua parlata in famiglia, o attraverso una dimostrazione di discendenza diretta. I candidati saranno controllati dalle istituzioni della Comunità Ebraica Portoghese. In Spagna, pare che il numero di candidature abbia già raggiunto le centinaia di migliaia.

La nuova legge è l’ultima di una serie di movimenti volti a riparare gli errori storici del Portogallo. Nel 1988, l’allora presidente Mario Soares ha formalmente chiesto scusa per l’Inquisizione, e nel 2000, il capo della Chiesa Cattolica Portoghese ha pubblicamente chiesto perdono per il trattamento degli Ebrei da parte della Chiesa. Nel 2008 un monumento è stato eretto fuori dalla chiesa di Sao Domingos, dove in un solo giorno migliaia di Ebrei vennero massacrati nel 1506.

La corona portoghese aveva inizialmente accolto gli Ebrei nel 1492 a seguito della loro espulsione dalla vicina Spagna, ma solo quattro anni dopo, ha preteso dagli 80mila Ebrei che avevano attraversato il confine, di convertirsi a loro volta o di lasciare il paese. Re Manuel I successivamente ha bandito la loro espulsione in toto, forzandoli a convertirsi o facendoli diventare dei cripto-giudei i cui discendenti stanno ora riscoprendo quelle misteriose tradizioni – l’accensione delle candele di venerdì sera, la pulizia rituale della casa e la preparazione del pane non lievitato a primavera – sono un’evidenza del passato ebraico. Anche questo piccolo ricordo di un ricco passato ebraico sopravvissuto è un testamento del grande rischio che molti Anousim hanno preso nel praticare l’ebraismo di nascosto per secoli.

Jose Ribeiro e Castro, un giurista coinvolto nella stesura della legge portoghese, ha rimarcato l’amara storia degli Ebrei nel suo paese “Vorremmo che non fosse mai successo. Ma visto che così è stato, e che si può in qualche modo riparare, abbiamo pensato che andasse fatto”.

“I Bnei Anousim sono i nostri fratelli e, non per colpa loro, i loro antenati sono stati strappati da noi con la forza”, sottolinea il presidente di Shavei, Freund. “Glielo dobbiamo, e lo dobbiamo anche a noi stessi, per rafforzare i legami tra noi e riportarne il più possibile al Popolo Ebraico”.

Da più di un decennio, questa è la missione di Shavei Israel. Se volete contribuire al nostro lavoro, per favore visitate la pagina Sostienici, sul nostro sito.

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