Cuba

Come nelle altre isole Caraibiche, anche a Cuba i primi abitanti Ebrei sono arrivati con Cristoforo Colombo all’epoca dell’Inquisizione spagnola.

Ben Frank ha fatto molti studi a riguardo, sostenendo che i primi Anousim arrivarono nel 1492 – tra questi vi era Luis de Torres, che venne inviato da Colombo per spedizioni esplorative in cerca di oro. Non vi trovò oro, ma in cambio scoprì qualcosa che avrebbe riempito le casse del regno spagnolo: il tabacco. Torres successivamente si stabilì in Costa Rica.

Altri famosi Anousim che arrivarono con Colombo erano Juan de Cabrera sulla Pinta, e Rodrigo de Triana. Secondo Wikipedia, un altro ebreo – Francisco Gomez de Leon – venne posto davanti ad un tribunale dell’Inquisizione all’Avana. Venne poi giustiziato a Cartagena e il suo grande patrimonio fu confiscato.

Una seconda ondata d’immigrazione ebraica a Cuba, avvenne cento anni dopo, nel Seicento, quando gruppi di Ebrei fuggirono dal Brasile durante la riconquista portoghese del paese; promossero così un fiorente commercio con le Antille e le isole circostanti.

Nel Settecento, mercanti Ebrei estesero le loro tratte commerciali ad Amburgo, Amsterdam e New York. Molti furono brutalmente perseguitati dall’Inquisizione durante i secoli e i loro possedimenti vennero confiscati; parte di loro invece si assimilò.

Ebrei nei tempi moderni a Cuba

Map-of-Cuba

L’attuale comunità ebraica di Cuba non rappresenta una linea di continuità con gli Ebrei del Settecento. Le sue origini risalgono alla Guerra d’Indipendenza in Spagna del 1868 e alla guerra americano-spagnola del 1898, che vide degli Ebrei tra le truppe che invasero l’isola.

Gli Ebrei americani cominciarono a stabilirvisi alla fine dell’Ottocento, erano veterani di guerra o uomini d’affari. Si cimentarono in gran parte, con le importazione e le esportazioni, così come con la coltivazione dello zucchero e del tabacco.
Nel 1904, fondarono la Congregazione dell’Unione Ebraica con una sinagoga riformata, e nel 1906 acquistarono un cimitero. Ai primi del Novecento, arrivarono Ebrei sefarditi dalla Turchia e dal Nord Africa.

Gli Ebrei ashkenaziti arrivarono dopo la I Guerra Mondiale, usando Cuba come punto di transito nel viaggio verso gli Stati Uniti. Tuttavia, dopo l’imposizione da parte di Washington delle quote nel 1924, molti si fermarono sull’Isola. Nel 1924 vi erano 24 mila Ebrei a Cuba.

Durante e a seguire della II Guerra Mondiale, la popolazione ebraica di Cuba si dimezzò, a 12 mila. Nuovi rifugiati ebrei, questa volta da Anversa, introdussero l’industria della lavorazione dei diamanti, e nel 1944 vi erano 24 laboratori che impiegavano in tutto 1000 lavoratori.

Più del 90 per cento degli Ebrei lasciò Cuba dopo che Castro marciò con i suoi rivoluzionari all’Avana il 1 gennaio 1959. Anche se la rivoluzione castrista non era rivolta contro gli ebrei, distrusse la stabilità economica della gioielleria cubana, orientata sul mercato privato della classe media. La ragione dell’emigrazione non fu l’antisemitismo, ma il cambiamento economico da capitalismo a comunismo. La maggioranza di quelli che rimasero erano o convinti sostenitori del sistema comunista che avevano rinunciato alla pratica religiosa, o persone troppo povere per potere lasciare il paese.

All’epoca vi erano cinque scuole elementari ebraiche, un liceo ebraico e cinque sinagoghe nella città.

Nei primi anni ’90 si svolse l’Operazione Sigaro, che in cinque anni portò in Israele segretamente più di 400 persone.

Programmi su ampia scala hanno cominciato a raggiungere le coppie miste che vivevano nelle province più remote di Cuba, in molti casi i coniugi si sono convertiti all’ebraismo e stanno facendo crescere i loro figli come ebrei. Più del 60 per cento della popolazione ebraica di Cuba è costituita da convertiti, secondo il Joint Distribution Committee. Il rabbino capo d’Israele, Rav Israel Meir Lau, ha visitato Cuba nel 1994 approvando la validità delle conversioni.

Oggi la popolazione ebraica dell’Avana conta solo 1500 persone e diverse centinaia nelle province. Nondimeno gli edifici storici ebraici vengono ristrutturati e nuovi libri vengono importati, in gran parte dal American Jewish Joint Distribution Committee. Il JDC sostiene anche i costi di mantenimento della piccola comunità ebraica, quasi totalmente imparentata ad oggi.

Nonostante le piccole cifre, vi sono tre sinagoghe all’Avana con regolari minyanim per ogni shabbat e per le feste. Adath Israel, nella città vecchia dell’Avana, è lo Shul ortodosso della città. E’ anche l’unico ad avere il mikveh in tutta l’isola.

Questa sinagoga riceve regolarmente fondi da Chabad di Toronto, Panama, Perù e Florida da molti anni. Rabbini ed educatori sono stati inviati per ogni festività e per qualche settimana in estate. Attualmente la sinagoga ha un numero sufficiente di persone educate a mantenere la vita religiosa e i programmi sociali.

I pasti vengono offerti due volte al giorno per quelli che partecipano alle funzioni e spuntini vengono serviti alle persone coinvolte negli incontri della giornata. La maggioranza dei membri di questa congregazione sono persone in pensione, ma ultimamente si sono uniti anche molti bambini. Nel 1994 si è svolto il primo Bar Mitzvah ortodosso, dopo quasi trent’anni, e il giovane uomo partecipa tutt’ora alle maggiori funzioni, facendo anche da tesoriere della congregazione. In seguito sono stati festeggiati altri bar mitzvah.

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