Le tracce ebraiche in Afghanistan

Vi sono speculazioni secondo cui la famiglia reale Afghana discenda dalla tribù di Beniamino. Per la prima volta pubblicato nel 1635 in un libro chiamato Mahsan-I-Afghani, la tradizione vuole che Re Saul abbia avuto un figlio chiamato Geremia, il cui figlio a sua volta si chiamava Afghana. Geremia morì più o meno nel periodo della morte di Saul e Afghana venne cresciuto da Re David, restando a corte durante il regno di Re Salomone.

Circa 400 anni dopo la famiglia di Afghana fuggì in una terra chiamata Gur, che si trova nell’Afghanistan centrale odierno. Si stabilirono lì, commerciando con le popolazioni locali e nell’anno 662, con l’arrivo dell’Islam, i figli di Israele in Gur si convertirono a questa religione, attraverso i 7 rappresentanti degli Afghani. Il capo dei figli di Israele era Kish, come il nome del padre di Saul.

Secondo questa tradizione, scrive Rabbi Marvin Tokayer, Maometto li premiò e il nome ebraico di Kish venne cambiato in Arab-A-Rashid, a cui venne dato il compito di far conoscere l’Islam nel mondo.

Tokayer aggiunge, di avere conosciuto una tribù nella regione afghana del Khyber Pass in cui gli uomini portano i nomi biblici di Giuseppe/Yossef: Yusufzai (Giuseppe), Yusufuzi (figlio di Yossef) e Yusufzad. “Secondo la loro tradizione, vennero portati via dalla loro antica patria”, Tokayer scrive.

Wikipedia aggiunge ulteriori dettagli, includendo la tesi secondo cui il nome Kabul derivi in realtà dalla storia biblica di Caino e Abele.

Secondo gli storici V. Minorsky, W.K. Frazier Tyler e M.C. Gillet, il nome “Afghan” appare in un libro del 982 chiamato Hudud-al-Alam, dove si fa riferimento a:

“Saul, un piacevole villaggio su una montagna. Là vivono gli Afghani”

Il villaggio di Saul probabilmente si trovava vicino a Gardez, che si trova subito a est rispetto a Ghazni in Afghanistan.

Nel 1080 Rabbi Moses ibn Ezra menziona 40mila ebrei che pagano un tributo a Ghazni, e Beniamino di Tudela nel XII secolo conta 80mila ebrei.

Secondo Alden Oreck, iscrizioni in lettere ebraiche su tavole di pietra, datate tra il 1115 e il 1215, confermano l’esistenza di una comunità ebraica a Firoz Koh, situato tra Herat e Kabul.

Durante l’invasione di Gengis Khan del 1222, le comunità ebraiche vennero ridotte a gruppi isolati.

Più recentemente, nel 1948, circa 5mila ebrei vivevano in Afghanistan, gran parte di loro è emigrata in Israele e, in parte minore, a New York nei primi anni ’50. Oggi vi è solo un ebreo in Afghanistan – Zablon Simintov. Vi sono molti articoli in rete su di lui, assieme a video del New York Times e addirittura di Al Jazeera.

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